È un importante tema di lavoro e di efficienza nei servizi quello della circolarità anagrafica, ovvero, della possibilità per gli Enti del territorio di disporre di informazioni aggiornate in tempo reale, dalle quali discende l’attivazione o la disattivazione di determinati servizi all’utenza.
Lo stato dell’arte rispetto alla tempestività delle comunicazioni dai sistemi di anagrafe dei singoli Comuni (che hanno dal Ministero dell’interno l’obbligo di gestire i dati anagrafici, la proprietà e la responsabilità degli stessi) ad altri Comuni o ad altri Enti (esempio le Aziende Sanitarie Locali) mostra una situazione di forte rallentamento dei processi di interscambio dei dati.
Questo è un fattore di criticità che impatta fortemente, oltre che sul servizio erogato ai cittadini, anche sulla gestione economica degli Enti: pensiamo, ad esempio, all’impatto di un ritardo di 3 mesi nella comunicazione di cambi di residenza, nascite, decessi, che implicano mutamenti nelle relazioni del singolo cittadino con soggetti istituzionali.
In questo momento, è attiva la sperimentazione relativa all’adozione a riuso di un sistema proposto dalla Regione Emilia-Romagna che, adottato dai Comuni, permetterà l’allineamento dei dati anagrafici tra Comuni e Enti collegati senza che i dati delle Anagrafi, conformemente alla normativa e alle indicazioni ministeriali, escano dai Comuni: il sistema funge da orchestratore dei dati, andando a confrontare ad allineare le basi di dati presso Comuni e Enti che presentino difformità.